domenica 29 marzo 2026

Grammatica e vocabolario (sull'ultimo volume di Vittorio Coletti)

Ha un nome "canguro" il libro di cui voglio parlarvi: Autobi(bl)iografia. Un'autobiografia intellettuale che è anche rassegna bibliografica del lavoro di una vita e "tasca" cui affidare saggi dispersi non ancora raccolti in volume. Il sottotitolo recita infatti "Saggi scelti e la loro storia". 


L'autore è Vittorio Coletti, professore emerito dell'Università di Genova, che chi frequenta questo blog certo conoscerà, se non altro come coautore del benemerito DISC, il dizionario di italiano di Sabatini, Coletti e Manfredini che indica la valenza nelle voci verbali, recentemente tornato in formato cartaceo, oltre che di una agile e rinnovata Grammatica dell'italiano adulto (Il Mulino 2021) che affronta anche il tema della sintassi del verbo.

Il libro può essere percorso in più direzioni: si può subito andare alla (bi) e cercare i saggi  in corpo minore, per recuperare quello scritto che non avevamo letto, o che non conoscevamo, e da cui possiamo ancora imparare (uno su tutti: "Errori e percezione dell'errore nell'italiano contemporaneo", pp. 207-228). 

Oppure si può seguire la strada dell'Autotobiografia, tracciata dalle parti in corpo maggiore, per ricostruire il percorso di ricerca e insegnamento di un uomo che ha saputo muoversi sul doppio binario dell'antico e del moderno, della lingua e della letteratura, giocando sul terreno degli studi senza trascurare quello dell'impegno civile, sempre mostrando un tratto considerato distintivo dello storico della lingua italiana: "la sensibilità per il processo linguistico nel tempo" (p. 190). Si troveranno così ricapitolazioni del percorso di una disciplina, la storia della lingua italiana, che negli anni Settanta era da poco uscita dalla posizione ancillare nei confronti della letteratura italiana (p. 307) e che oggi, "diventata sempre di più linguistica italiana, si misura ormai soprattutto con la lingua comune, con l'italiano dell'uso medio e le sue odierne varietà" (p. 190); così, "la lingua della letteratura, superata nella realtà da altre autorità linguistiche", è sempre meno interrogata quale fonte privilegiata di documentazione della vicenda linguistica. Con effetti non sempre chiaramente percepibili da chi a quella disciplina si è avvicinato dopo: l'analisi sincronica tende a prevalere anche nello studio della lingua del passato, che si concentra su periodi e aspetti linguistici colti in isolamento (p. 191); inoltre,"la diminuzione della frequentazione letteraria" rischia di accrescere il tecnicismo arido nell'analisi dei testi: un atteggiamento spogliato di quella "sensibilità umana, disposizione critica e apertura mentale" (p. 307) che i maestri hanno testimoniato.

Tra i maestri, insieme a Pier Vincenzo Mengaldo, spicca il nome di Francesco Sabatini, definito "una persona meravigliosa, di generosità pari alla sua cultura e alla competenza" (come non convenirne?), di cui viene ricordata una caratteristica rara nell'ambiente accademico: il suo aver "piacere e quasi necessità di un confronto con altri nella ricerca" (p. 149). La sua capacità di elaborare idee "nuove e stupende" come il DISC (di cui il libro ricostruisce la genesi a p. 189), il suo desiderio di discuterle e condividerle, la sua capacità di trasformarle in progetti collaborando ('lavorando con') altri. 

Mi fa piacere annunciare che la fedeltà ai progetti comuni (la stessa che ha portato Vittorio Coletti e Manuela Manfredini a mantenere il vita il dizionario DISC) porterà presto al ritorno nelle scuole delle grammatiche di Sabatini. Una nuova edizione di Sistema e testo (per il biennio delle superiori) è già in bozze e un'edizione aggiornata di Conosco la mia lingua (per la secondaria inferiore) è in preparazione, sempre per Loescher. Perché chi li ha sperimentati nell'insegnamento sa che "indietro non si torna": si può solo andare avanti, con matura convinzione, forti della bontà delle idee e del nutrimento che portano a chi ha la fortuna di beneficiarne. 

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