venerdì 24 maggio 2019

Dire Fare Inventare (sul libro del MCE)

 
Nella collana "MCE Narrare la scuola" è appena uscito un volume dedicato alle pratiche di educazione linguistica attiva sperimentate da insegnanti che aderiscono al Movimento di Cooperazione Educativa (MCE), l'Associazione nata in Italia negli anni Cinquanta sulla scia delle idee del pedagogista francese Célestin Freinet, diffuse in Italia grazie all'impegno di maestri come Mario Lodi, Bruno Ciari, Alberto Manzi.
 
Il libro si intitola Dire. Fare. Inventare. Parole e grammatiche in gioco, è curato da Nerina Vretenar e raccoglie testi di Bepi Malfermoni (storico protagonista del gruppo nazionale lingua MCE) ed esperienze di insegnanti della primaria, con un'introduzione di Massimo Vedovelli.
Per chi conosce alcune storiche pratiche educative del MCE (il giornalino scolastico, la corrispondenza interscolastica, la scrittura collettiva) è una sorpresa ritrovarsi di fronte a tante proposte dedicate all'osservazione e alla scoperta delle parole e della grammatica, tutte basate sul confronto di esperienze fatte in classe e sulla centralità dell'approccio ludico alla lingua.
In ciascuna sezione sono presentati vari giochi, raggruppati in proposte di lavoro adatte alle varie classi e preceduti da una breve premessa che specifica il quadro teorico di riferimento.
 
In Giocare con le frasi, per esempio, troviamo molti suggerimenti per riflettere sui meccanismi di selezione e combinazione che sono all'origine della struttura della frase: giochi di costruzione di frasi a partire da cartellini con gruppi di parole, gioco del semaforo per decidere degli abbinamenti più o meno accettabili tra gruppi di parole, macchine aggiustafrasi (che possono tagliare pezzi, aggiungere pezzi, spostare pezzi e così via), giochi di parafrasi (per dire la stessa cosa con frasi diverse), risoluzione di frasi ambigue, scomposizione di frasi fatte, tautogrammi (frasi composte da parole che cominciano tutte con una stessa lettera), giochi con pronomi di ripresa ed elementi di collegamento (preposizioni, congiunzioni).
La frase non è l'unica dimensione del lavoro: anche il lessico e il testo diventano oggetto di esplorazioni giocose, di confronti, di scoperte. 
L'obiettivo è quello di riaffermare la centralità dell'educazione linguistica, intesa non come acquisizione di regole meccaniche precostituite, ma come conquista graduale di una piena padronanza della lingua nella realtà e molteplicità degli usi, scritti e parlati; non come esplorazione solitaria e libresca, ma come momento di interazione e cooperazione basata sul gioco regolato, sul piacere di imparare.
 
 
 
 

 


giovedì 16 maggio 2019

Una breve storia della linguistica (sul libro di Giorgio Graffi)

Uscito per Carocci nella collana Quality Paperbacks, 225 pagine, il volume di Giorgio Graffi (Università di Verona) offre un'introduzione a una disciplina "giovane" (riconosciuta come tale solo a partire dal XIX sec.) le cui radici affondano però nell'antichità.

L'opera ripercorre le storia dei concetti fondamentali (suoni, sillabe, parole, frasi, lingua e linguaggio) e dei problemi sui quali si interrogano filosofi, grammatici e linguisti dall'antica Grecia ai giorni nostri (rapporti tra lingua e realtà e tra lingua e mente, origine del linguaggio). Uno dei suoi grandi pregi è la scrittura chiara, non rivolta agli specialisti: i termini tecnici sono limitati allo stretto necessario e tutti spiegati in un glossario finale.

Per una passeggiata alla scoperta dei contenuti del libro, che racconta in modo avvincente venticinque secoli di pensiero linguistico,  rimando a questa bella intervista all'autore.


Mi piace qui sottolineare lo spazio (pp. 173-176) che nel libro è dedicato a Lucien Tesnière, il linguista francese considerato il padre della 'grammatica della valenza': molte delle sue idee (affidate a un libro uscito postumo nel 1959, Elementi di sintassi strutturale, ed entrate in circolazione alla fine degli anni Sessanta) sono diventate infatti imprescindibili per tutte le teorie sintattiche novecentesche.

La grande scoperta di Tesnière riguarda la "struttura" delle frasi, intesa come gerarchia di rapporti. Prima di lui, le lingue erano considerate semplici successioni di elementi (suoni, parole ecc.), tra i quali esistevano rapporti distintivi. Tesnière scopre che dietro l'ordine lineare della frase c'è un ordine strutturale, dato dai rapporti di dipendenza tra gli elementi. C'è qualcuno che comanda, insomma. E al vertice della frase pone il verbo con i suoi legami.

Una piccola, grande intuizione, se pensiamo che quei rapporti gerarchici non si vedono, ma sono stabiliti dalla mente. Portarli alla luce vuol dire capire come creiamo e interpretiamo le frasi.
Per questo motivo del concetto di valenza i linguisti oggi non possono fare a meno.

Come ci era arrivato Tesnière? Confrontando la struttura di una ventina di lingue antiche e moderne, ma anche prendendo sul serio le domande dei suoi figli (Michel, Bernard e Yveline), come dichiara nella dedica dell'opera, riportata sotto forma di 'stemma' con il verbo in alto e gli elementi dipendenti a cascata. 





Ai bambini e alle bambine della scuola primaria collegata alla Scuola Normale di Montpellier, inoltre, aveva dedicato una serie di riflessioni ancora da tradurre e da scoprire: un programma progressivo per lo studio della sintassi strutturale e indicazioni pedagogiche per adattarne alcuni aspetti (anche terminologici) alle esigenze didattiche.

Le ragioni del fascino di un modello risiedono anche nella sua scoperta e nella storia non lineare: come l'ordine da cui scaturisce il significato dalla frase!
  
 

 

giovedì 9 maggio 2019

La lingua per voi (sul libro di Raffaella Setti)

Appena uscito per l'editore Franco Cesati, nella collana "Pillole", il volume scritto da Raffaella Setti (Università di Firenze e Accademia della Crusca) si intitola La scoperta della lingua italiana. Sottotitolo: Linguistica per insegnare nella scuola dell'infanzia e primaria.

Un libro dedicato ai futuri insegnanti di scuola, pensato come supporto agli insegnamenti di Linguistica italiana nei corsi di laurea in Scienze della Formazione Primaria, ma utile anche per chi - incuriosito dalle novità che documenti ministeriali e corsi di formazione hanno portato nelle scuole - voglia arricchire il proprio bagaglio di conoscenze sulla lingua italiana.
L'obiettivo è quello di guidare con consapevolezza le esperienze e i percorsi che portano bambine e bambini, nelle fasi dell'alfabetizzazione emergente e della prima alfabetizzazione, all'incontro con la scrittura e alla scoperta delle regole grammaticali.
Scoprire significa vedere qualcosa che c'è ma che fino a quel momento non si vedeva [...] se ci soffermiamo a esaminare il processo attraverso il quale ciascuno di noi è passato dal possesso e uso della propria lingua materna alla capacità di riflettere su di essa fino a renderne espliciti i meccanismi che la regolano, vediamo bene che tutto questo non è altro che una scoperta [...]. Tutti abbiamo compiuto questo viaggio di scoperta e tutti (più o meno bene) siamo stati guidati e sostenuti, motivati e stimolati, incuriositi da insegnanti che ci hanno fatto soffermare e riflettere sulle "novità" incontrate durante il cammino.

Un libro sottile (130 pagine) e ben scandito: a una prima parte che presenta alcune nozioni di base (cenni di storia della linguistica e concetti fondamentali della linguistica utili in prospettiva educativa) seguono quattro parti dedicate ad altrettanti livelli dell'analisi linguistica, presentati secondo la progressione naturale dell'acquisizione e del successivo apprendimento della lingua materna: Fonetica e grafia dell'italiano, Testo, Frase (analizzata secondo il modello valenziale), Lessico.

Gli argomenti sono scelti e presentati con cura, senza eccessi di tecnicismo né di semplificazione. L'esposizione è chiara e gradevole, arricchita di esempi efficaci e sempre nutrita di considerazioni sulle modalità per avvicinare i bambini alla riflessione linguistica, oltre che di suggerimenti intorno alle attività più utili per consolidare le competenze di base (lettura, scrittura, comprensione di testi).

Buono studio / buona lettura!