martedì 24 febbraio 2026

Per l'italiano si sarebbe potuto fare di più (sulle NIN)

Dopo la firma delle Nuove indicazioni nazionali per il primo ciclo, nel dicembre 2025, la discussione su quel testo controverso ha subito una battuta d'arresto: è tempo ormai di prepararsi a insegnare in accordo con le NIN, che entreranno in vigore a settembre 2026. 

Gli istituti comprensivi si apprestano a rivedere la propria offerta formativa, adeguando i curricoli alle nuove linee guida. Gli editori hanno inserito in catalogo libri di testo che recepiscono contenuti e raccomandazioni della commissione Perla e sono pronti alla propaganda nelle scuole.

Per chi insegna italiano, e avesse ancora voglia di capire che cosa le NIN dicono e che cosa tacciono, che cosa hanno cambiato (dopo le due revisioni subite) e che cosa chiedono a noi di cambiare, vi suggerisco la lettura di un Approfondimento disciplinare contenuto sulla sezione FOLIO.NET del portale Sanoma.

Vi troverete un mio articolo, analitico e sostanzialmente critico, che affronta l'intera sezione "Italiano" (lingua e letteratura) e uno scritto da Giorgio Graffi, che saluta con favore il ritorno alla grammatica, non fosse altro per il richiamo ai "costituenti di frase", che per un linguista rimandano alla struttura della frase descritta dalla grammatica generativa (con i suoi sintagmi), ma che l'insegnante interpreterà come meglio ritiene opportuno, in relazione al grado di scuola e alla capacità di astrazione esibita della propria classe.


Fig. Nuvola di parole realizzata con ChatGPT5-Edu a partire dalla sezione Italiano delle NIN