mercoledì 1 marzo 2017

Il piacere della grammatica


Nella collana "Le botteghe dell'insegnare" dell'editore Bonomo è uscito di recente un volumetto di Lucia Cavalca e Danila Miserotti, insegnanti presso la scuola primaria parificata "Il Seme" di Fidenza.
Si intitola Il piacere della grammatica e raccoglie le esperienze e i materiali didattici proposti nel corso di un intero ciclo scolastico (dalla 1a alla 5a).
Come chiarisce nella presentazione Daniela Notarbartolo (responsabile scientifica del progetto, che rientra nell'ambito delle attività dell'associazione Diesse da lei presieduta)
Il metodo della bottega è un incontro tra chi si propone come "maestro" della Bottega, perché negli anni ha elaborato una proposta, o vuole condividere una ricerca, e altri che "vanno a bottega"' non solo dal "maestro" bensì gli uni dagli altri.
Dopo aver frequentato la bottega di Sabatini (ispirata dalle lezioni milanesi del 2008), e avere collaborato alla costruzione di materiali collegati all'unità didattica sulla grammatica valenzaile realizzata da Sabatini per l'INDIRE (2009), Notarbartolo si è spesa nella divulgazione delle idee valenziali, ibridandole con altri modelli (come quello dei gruppi sintattici di blanda derivazione generativa) e mutuando da Sabatini l'idea di "grammatica vista", riproposta con alcuni adattamenti (negli schemi di frase il verbo è racchiuso in un rettangolo anziché in un cerchio rosso, in modo da renderlo riconoscibile anche in bicromia).
Coerentemente con l'impostazione metodologica, si parte dalla frase (di cui abbiamo un'idea intuitiva) per arrivare alle parti del discorso (categorie astratte), passando per i gruppi di parole o sintagmi. Si parte dall'esposizione a dati linguistici significativi per arrivare, attraverso la riflessione linguistica, alla sistematizzazione grammaticale.
Fin qui (quasi) nulla da eccepire: come insegnano gli esperti di marketing, dietro alle buone idee (cioè alle idee che vendono) c'è spesso un pioneer e vari followers, alcuni dei quali (fast followers) hanno la furbizia di mettere subito sul mercato prodotti ispirati all'idea innovativa. 

Lodevole il lavoro maestre, che hanno cercato di adattare ulteriormente gli schemi all'attività manuale realizzando forme mobili sovrascrivibili, messe a disposizione nel libro sottoforma di kit. Non solo, ma hanno cercato di graduare il percorso a seconda della complessità dei temi, creando piccole unità di lavoro corredate da proposte di attività e da uno o più esercizi, nonché da preziose note per l'insegnante.
Un limite significativo, dal mio punto di vista, consiste nel voler mettere tutto dentro rettangoli ed ovali, e nell'anticipare la presentazione della struttura elementare della frase (nonché della terminologia metalinguistica) addirittura alla prima elementare, quando ben altri sarebbero i traguardi di competenza coerenti con lo sviluppo cognitivo di un bambino di 6/7 anni. Sempre in prima, viene costruita con i rettangoli la casa degli articoli (ma mancano i partitivi, che accompagnano i nomi non numerabili) e quella delle preposizioni (ovviamente di a da in con su per tra fra, senza traccia di senza o altro...): parole "vuote" tra le più difficili da definire e di cui capire il funzionamento nella frase.
Insomma, un'innovazione che dovrebbe rendere più ragionevole e coinvolgente l'approccio alla grammatica, finisce per essere vanificata dalla corsa alla grammatica a tappe forzate.
Un limite riconoscibile anche nel "metodo Venturelli" citato nella Presentazione, che lavora precocemente sul gesto che prepara alla scrittura, addestrando a una manualità più controllata, ma non necessariamente più ragionata.

Ciò detto, l'insegnante che abbia chiaro il concetto di curricolo verticale potrà liberamente attingere al libro trovandovi suggerimenti operativi per una didattica laboratoriale di buon livello. Purché non pretenda di rovinare piccole testoline con dosi incongrue di grammatica in prima e seconda elementare.

Stesso discorso può essere fatto per il volume Grammatica valenziale alla scuola primaria. Schede e percorsi dalla prima alla quinta di Roberto Morgese (Erikson 2017), nuova edizione riveduta e ampliata di Impariamo la sintassi (2013), che unisce alle schede fotocopiabili (contenenti grafici a cornici concentriche ripresi da Sabatini) la documentazione di percorsi fatti dai bambini e suggerimenti per percorsi con la LIM.

Troppa fretta, troppa ansia. E il rischio - dal mio punto di vista - che il modello valenziale diventi una metodo, una scorciatoia per podisti principianti.





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